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Un’altra bomba senza precedenti ha scosso il mondo già polarizzato della politica e della lotta di classe in America. In una nota interna fatta trapelare all’esterno, redatta dal giudice della Corte Suprema Samuel Alito, la maggioranza di quell’organo reazionario delinea l’intenzione di ribaltare la sentenza Roe v. Wade, la storica decisione del 1973 che ha stabilito che la Costituzione degli Stati Uniti protegge la libertà della donna incinta di scegliere di abortire senza eccessive restrizioni governative. Ora, come parte della manovra cinica di un settore della classe dominante per deviare la guerra di classe verso la cosiddetta “guerra culturale”, quello che dovrebbe essere un

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L’ondata di sindacalizzazione negli Stati Uniti sta entusiasmando e ispirando gli operai di tutto il mondo. Il primo magazzino Amazon di Staten Island, New York, è ora rappresentato dal sindacato indipendente American Labor Union. Ogni settimana decine e decine di bar Starbucks fanno domanda per unirsi al sindacato Starbucks Workers United. Un primo gruppo di lavoratori di un Apple Store si è tesserata ai Communication Workers of America. Finora il solo 2022 ha visto 589 sindacati registrarsi presso il National Labor Relations Board (Consiglio nazionale per i rapporti di lavoro, un’agenzia

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In un annuncio shock, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato ai media russi di stato: “La NATO, in sostanza, è impegnata in una guerra di procura con la Russia e sta armando quel ‘procuratore’“. In un tono insolitamente acceso, ha accusato la NATO di combattere una guerra per procura fornendo aiuti militari all’Ucraina, proprio in un momento in cui i ministri della difesa occidentali si sono riuniti, ospitati dagli Stati Uniti, in Germania per una serie di colloqui, al fine sostenere l’Ucraina in quello che un generale statunitense ha chiamato un periodo “molto critico”.

Lo sviluppo di un movimento giovanile comunista di massa, come quello promosso dal Mugimendu Sozialista nei Paesi Baschi (Euskadi), che difende il carattere internazionale del socialismo, è uno sviluppo straordinario che noi compagni della Corrente Marxista Internazionale consideriamo con grande interesse e simpatia. Pubblichiamo un breve articolo sulle caratteristiche di questo movimento e sul suo attuale sviluppo.

Mercoledì 6 aprile, centinaia di migliaia di lavoratori in tutta la Grecia hanno risposto all’appello della Confederazione generale dei lavoratori greci (GSEE – la confederazione dei lavoratori del settore privato) e della Confederazione dei dipendenti pubblici (ADEDY) per l’adesione a uno sciopero generale di 24 ore. Decine di migliaia di lavoratori, insieme a cittadini comuni, disoccupati e giovani, hanno partecipato ai cortei organizzati in oltre 70 città.

La principale peculiarità dell’attuale guerra in Ucraina è che si trova completamente eclissata da una guerra mediatica senza precedenti. Di conseguenza, gli animi si sono parecchio surriscaldati, ma è stata fatta ben poca luce sui fatti. In effetti, il suo principale obiettivo non è informare, ma nascondere la situazione reale. E bisogna ammettere che ha avuto un notevole successo.

Il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia conferma ciò che Macron e i suoi sostenitori auspicavano e preparavano da tempo. Nel 2017, al secondo turno , Macron vinse con il il 66% contro la  Le Pen, la candidata di estrema destra del Front National (ora ribattezzato in Rassemblement National). Milioni di elettori che avevano votato al primo turno Mélenchon (France Insoumise) o Hamon (Parti socialiste) si erano mobilitati in favore di Macron al secondo turno per “sbarrare la strada all’estrema destra”. Da cinque anni, l’attuale capo di stato punta a ripetere questo scenario.

I lavoratori della società di trasporto ferroviario greca TRAINOSE di Salonicco hanno costretto i padroni a fare marcia indietro, dopo aver rifiutato di trasportare i carri armati della NATO dal porto di Alessandropoli verso l’Ucraina. La seguente dichiarazione è stata originariamente scritta dai nostri compagni greci il 5 aprile 2022, prima dello sciopero generale, tenutosi il giorno dopo.

Nella prima mattinata del 1° aprile è stata ottenuta una vittoria storica per la classe operaia americana. Amazon, il secondo più grande datore di lavoro negli Stati Uniti, di proprietà della seconda persona più ricca al mondo, e un bastione della resistenza antisindacale dei padroni, ha subito un duro colpo.

Abbiamo ricevuto un breve rapporto sulla battaglia politica che si svolge nell’organizzazione moscovita del Komsomol (l’organizzazione giovanile del Partito Comunista della Federazione Russa) sulla questione della guerra in Ucraina. Come risultato della loro opposizione alla linea ufficiale e sciovinista della direzione del partito, i sostenitori della Tendenza Marxista e altri iscritti sono stati espulsi.

Abbiamo ricevuto questa corrispondenza sulla crescente repressione all’interno della Russia, mentre l'”operazione speciale” (cioè la guerra in Ucraina) si trascina. Anche la minima critica all’invasione viene silenziata, pena l’arresto e il carcere. Testate giornalistiche indipendenti e piattaforme di social media vengono chiuse, e chiunque esprima disapprovazione per la guerra viene etichettato come un “traditore della nazione”. Queste misure sono un segno della debolezza del presidente Vladimir Putin, non della sua forza, e faranno solo accumulare risentimento fra le masse.

La classe capitalista tedesca e il suo governo stanno cogliendo l’occasione della guerra d’aggressione della Russia contro l’Ucraina per favorire il loro programma militarista e imperialista. I marxisti tedeschi di Der Funke smascherano la nauseante ipocrisia e la sete di guerra della classe dominante del loro Paese e fanno appello a combattere la piaga della guerra con la solidarietà internazionale. La classe dominante tedesca, potenza dominante dell’Ue e braccio destro a disposizione dell’imperialismo Usa per mezzo della Nato, ha giocato un ruolo centrale nella preparazione e nell’escalation di questo conflitto di lunga data in Ucraina.

Pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, il governo Draghi ha ottenuto dal parlamento, quasi all’unanimità, l’approvazione dell’invio di armi al governo Zelensky, col voto favorevole anche di Fratelli d’Italia. Il ministro della Difesa, Guerini (PD), ha proposto un aumento delle spese militari da 25 a 38 miliardi di euro. Inoltre, il governo ha secretato la lista di equipaggiamenti militari che cederà all’Ucraina, sollevando la protesta persino di Amnesty International.

Questo articolo è stato scritto nel dicembre 2014 all’indomani del movimento Euromaidan in Ucraina, delle rivolte di Donetsk e Lugansk e dell’annessione russa della Crimea. A quel tempo, la Tendenza Marxista Internazionale era stata coinvolta nel lancio della campagna di Solidarietà con la resistenza antifascista in Ucraina (Saru). Nel frattempo, diverse organizzazioni sedicenti marxiste avevano capitolato al nazionalismo reazionario ucraino. Per questo, è stato importante all’epoca tornare indietro e fornire alcune informazioni sullo sviluppo storico della questione nazionale in Ucraina.

La prima vittima della guerra è la verità. Questo è vero anche per ciò che riguarda l’intervento militare russo in Ucraina. I marxisti devono essere in grado di aprirsi un varco nella nebbia delle menzogne e della propaganda di guerra e analizzare le vere ragioni dietro il conflitto, cosa lo ha causato e i veri interessi che stanno dietro le spiegazioni e le giustificazioni delle diverse parti coinvolte. Soprattutto, dobbiamo farlo dal punto di vista degli interessi della classe operaia internazionale.

Alan Woods (direttore dimarxist.com) fornisce un aggiornamento sulla situazione in Ucraina. Dall’inizio dell’invasione della Russia, una raffica di propaganda è stata pompata dai media occidentali, contribuendo a un’atmosfera di totale isteria, con i giornali che ora strillano sulla minaccia di una terza guerra mondiale.

E così, è iniziato. Le forze russe hanno scatenato un attacco massiccio contro l’Ucraina. Nelle prime ore del mattino, in un breve discorso televisivo, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una “operazione militare speciale” all’alba. Entro pochi minuti dalla trasmissione, intorno alle 5 del mattino ora ucraina, si sono sentite esplosioni vicino alle principali città ucraine, tra cui Kiev, la capitale.

Dopo la drammatica svolta degli eventi, con il riconoscimento da parte del presidente russo Vladimir Putin delle repubbliche secessioniste in Ucraina orientale, seguito dall’invio di forze militari russe, pubblichiamo una dichiarazione dei compagni russi della TMI, elaborata insieme ai marxisti in Ucraina e nel Donbass, in opposizione a questo conflitto interimperialista.