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Hieronymus Bosch è stato un pittore tra i più grandi e originali di tutti i tempi. I suoi lavori sono stati dipinti cinquecento anni fa, eppure sembrano incredibilmente moderni, anticipando il surrealismo. È l’arte di un mondo sconvolto, attraversato da tendenze contraddittorie - un mondo in cui la luce della ragione si è estinta e dove le passioni animali hanno preso il sopravvento, un mondo di terrore e violenza, un vero incubo. In breve, un mondo come il nostro. Alan Woods lo esamina dal punto di vista del materialismo storico.

Francis Smaïl è un delegato della CGT alla Air France di Roissy. La repressione da parte della direzione della compagnia aerea di cui è vittima è degno di un racconto omerico. Non è possibile elencare in questa sede tutti i numerosi episodi che si sono susseguiti nel corso degli anni, ci limiteremo pertanto solo agli avvenimenti più recenti.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel e la sua CDU, alleata con la CSU in Baviera, hanno ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni federali tedesche di domenica scorsa. Grazie ad uno spostamento di voto del 7,8 % la CDU / CSU ha ottenuto oltre 18 milioni di voti ed il 41,5 %, il miglior risultato alle elezioni politiche degli ultimi vent’anni.

Il Messico è di nuovo in fiamme. Tra venerdì e sabato scorso polizia ed esercito hanno sgomberato violentemente lo Zocalo, la piazza centrale della capitale del paese , che ospitava la protesta degli insegnanti. Il governo borghese di Enrique Pena Nieto vuole imporre una controriforma dell’istruzione.

Stamane un militante antifascista e rapper, Pavlos Fyssas, è stato accoltellato a morte da un membro dell’organizzazione fascista Alba dorata, in un quartiere operaio vicino al Pireo. L’episodio non è che il più grave di una serie di assalti violenti portati avanti da membri di Alba dorata nei confronti degli oppositori politici, compresi attivisti comunisti.

L'anniversario del colpo di stato in Cile porta con sé anche l'anniversario dalla scomparsa di Victor Jara. Sono passati quarant'anni dal settembre 1973, quando un colpo di stato militare pose fine al governo di Unidad Popular guidato da Salvador Allende, spalancando le porte alla dittatura di Augusto Pinochet. In altri articoli e documenti abbiamo affrontato le cause di quella tragedia, gli errori e le potenzialità che fecero dell'esperienza rivoluzionaria cilena un condensato di insegnamenti.

Le rivoluzioni arabe hanno aperto scontri tra le classi dominanti in Medio Oriente. Oltre a schiacciare qualunque movimento di opposizione e le classi lavoratrici all’interno dei propri paesi, esse stanno anche lottando tra di loro per aggiudicarsi il ruolo di potenza dominante nella regione.

La mattina dell’11 settembre di trent’anni fa, sotto gli occhi increduli di tutto il mondo, in Cile il braccio armato dell’oligarchia annegò in un mare di sangue le speranze di un popolo che aveva osato sfidare il potere e gli interessi di chi lo affamava. Da quel golpe è nata una dittatura mostruosa. In questo articolo si percorre la storia del Cile per ricostruire nel quadro dello sviluppo della lotta di classe in Cile le cause dell’ascesa e della sconfitta di una rivoluzione che ha segnato la vita di una generazione, per trarne gli insegnamenti più importanti ed impedire che ancora una volta il sonno della ragione generi altri mostri come il regime del generale Augusto Pinochet

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I venti di guerra minacciano la Siria: un intervento dell'imperialismo occidentale appare sempre più probabile. Seguiremo nei prossimi giorni la situazione in maniera attenta. Nel frattempo, pubblichiamo un articolo scritto da Alan Woods. dirigente della Tendenza marxista internazionale, nel giugno scorso, ma che conserva tutta la sua validità.

A Washington i tamburi di guerra risuonano macabri e forti, annunciando un imminente attacco americano in Siria. Nel Regno Unito, il fedele scudiero, Cameron risponde di buon grado alla chiamata. È previsto che il Parlamento ratifichi l’opzione militare in una riunione d’emergenza convocata per giovedì, 29 agosto. L’intervento imperialista diretto segna una svolta fondamentale nella situazione in Siria. Questo dopo che la spirale della guerra civile di stampo religioso aveva spazzato via il potenziale rivoluzionario delle proteste anti-regime scoppiate nel gennaio 2011, sull’onda della Primavera Araba. Intrappolata nel meccanismo di una sanguinosa guerra civile, la rivoluzione è stata

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Le forze di sicurezza egiziane hanno smantellato e represso nel sangue i presidi di protesta dei seguaci dei Fratelli Musulmani (FM), installati nelle piazze Al-Nahda e Raba'a al-Adawiyya al Cairo come punti focali per riunire e mobilizzare le loro forze dopo il rovesciamento di Morsi. Questo segna un altro drammatico cambiamento nella situazione che la rivoluzione egiziana sta affrontando.

I drammatici eventi accaduti e che stanno accadendo in Turchia, Brasile ed Egitto sono un’indicazione cristallina che siamo entrati in una situazione completamente nuova a livello mondiale. Abbiamo bisogno di esaminare i processi fondamentali in atto, al fine di combattere ogni tendenza abitudinaria.

Oggi, 9 luglio, ricorre il centesimo anniversario della nascita di Ted Grant, teorico marxista e fondatore della Tendenza marxista internazionale, di cui Falcemartello fa parte. Lo ricordiamo con questo articolo, pubblicato anche nel numero in corso del nostro mensile.

Il 30 giugno in Egitto si è tenuta quella che la BBC ha definito la più grande manifestazione della storia dell’umanità. Milioni di persone sono scese in piazza (e ci sono rimaste) per chiedere le dimissioni di Mursi, il presidente egiziano eletto un anno fa, e ribadire quelli che erano gli obbiettivi della rivoluzione del 25 gennaio: pane, lavoro, giustizia sociale. La protesta si è svolta in tutto l’Egitto, dal Cairo (piazza Tahrir e davanti ai palazzi presidenziali di Ittahadeya e di Qobba) ad Alessandria, dalle città del Delta (Mahalla, Tanta, Mansoura e Damietta) fino al sud dell’Egitto.

Le forze di polizia turche stanno intervenendo pesantemente in Piazza Taksim fin dalla mattinata di stamane, 11 giugno. Hanno rimosso le barricate e, con l’ausilio di gas lacrimogeni e idranti, hanno caricato più volte i manifestanti, con l’intenzione di sgomberarli dalla piazza simbolo del movimento delle masse turche. Ogni volta, centinaia di giovani e di lavoratori sono tornati ad occupare la piazza.