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Il 22 maggio, in una piacevole serata erano in migliaia, principalmente adolescenti, ad un concerto pop nell’Arena di Manchester. Ma ciò che doveva essere un’occasione di divertimento, si è trasformato in un bagno di sangue quando un attentatore suicida solitario ha fatto esplodere un dispositivo esplosivo a frammentazione improvvisato nell’ingresso dell’Arena, affollato di genitori che stavano aspettando i propri figli.

Dall’ottobre scorso, Al Hoceima e le sue regioni limitrofe hanno assistito un grande movimento di protesta. La ragione immediata dietro allo sviluppo delle mobilitazioni è stata l’omicidio di un giovane pescivendolo (Mouchine Fikri) letteralmente triturato in un camion della raccolta rifiuti. Fikri era inseguito dalla polizia locale dopo aver protestato per la confisca dei suoi beni. Dietro il movimento, però, esistono altri motivi più profondi, come la dittatura, lo sfruttamento, l’emarginazione e la disoccupazione, cioè il capitalismo e il suo stato.

Il 23 maggio scorso il Presidente Maduro ha annunciato le regole per la convocazione dell’Assemblea Costituente e allo stesso tempo ha fatto appello al Consiglio elettorale nazionale (CNE) per convocare le elezioni regionali, che erano state sospese dal 2016.

Il CNE ha annunciato che le elezioni per l’assemblea costituente si terranno alla fine di luglio e quelle regionali ( per l’elezione dei governatori e dei consigli legislativi ) in Dicembre.

“C’è stato un colpo di stato in Venezuela! Maduro ha cercato di prendere tutto il potere!”. A pochi giorni dal quindicesimo anniversario del colpo di stato (di breve durata) contro Chavez il presidente democraticamente eletto (11-13 aprile 2002), gli stessi che avevano portato avanti quel glope (ovvero l’oligarchia venezuelana e i loro padroni di Washington con il proprio seguito di tirapiedi a Buenos Aires, Brasilia, Santiago del Cile e Lima, applauditi da quel branco di lupi che sono i media a Madrid e negli Stati Uniti) ora gridano e urlano come iene contro un presunto “auto golpe” del presidente Maduro.

Il brutale linciaggio di Mashal Khan, uno studente di giornalismo di 23 anni nell’università Abdul Wali Khan, da un gruppo di fondamentalisti è un esempio nuovo e scioccante del regno del terrore che si sta sviluppando contro la sinistra e le forze progressiste in Pakistan. Anche per gli standard barbari della violenza fondamentalista, questo omicidio è stato caratterizzato dalla sua estrema ferocia. Trascinato fuori dalla sua camera di ostello, Mashal Khan è stato colpito con bastoni di legno prima di essere ucciso da un colpo di pistola. Non contenti di questa massacro, questi assassini codardi hanno poi proceduto a profanare e umiliare il suo corpo senza

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“In questo momento di enorme importanza nazionale ci dovrebbe essere una spinta all’unità qui a Westminster, ma invece c’è divisione. Il paese sta serrando le fila, Westminster no.” Con queste parole il primo ministro Tory, Theresa May, ha annunciato elezioni politiche anticipate per l’8 giugno prossimo e ha chiesto un mandato diretto per traghettare il Regno Unito verso la Brexit, il divorzio con l’UE.

In periodi normali, a livello mondiale le elezioni politiche olandesi non avrebbero fatto notizia. Ma non siamo in tempi normali. I Paesi Bassi per decenni sono stati considerati come uno dei paesi del nord Europa più solidi e stabili. Non è più così, dal momento che la crisi del capitalismo mondiale ha degli effetti su questo piccolo paese.

Le elezioni del 2 marzo per eleggere il parlamento dell’Irlanda del Nord, hanno frantumato tutte le vecchie certezze racchiuse nel settarismo monolitico formatosi dall’accordo del Venerdì Santo, che ora è in crisi. Le elezioni non hanno fatto nulla per smuovere lo stallo politico. Hanno invece portato in superficie tutte le contraddizioni del Nord, che si riflettono in un profondo cambiamento nel rapporto di forze, con l’unionismo che per la prima volta dalla separazione dell’isola perde la maggioranza.

In Canada, abbiamo assistito all’opposizione dei tassisti nei confronti di Uber a Toronto, dove i tassisti hanno bloccato le strade e un tassista è stato trascinato per la strada dopo aver affrontato un sospetto conducente Uber. Lo scorso giugno a Parigi, i tassisti hanno bloccato l’accesso all’aeroporto, mentre a Nizza e Nantes hanno bruciato pneumatici nelle strade per protestare contro la presenza di Uberpop. Questi eventi sono solo i più drammatici in una serie di reazioni all’arrivo del fenomeno Uber in tutto il mondo.

I critici di Jeremy Corbyn avevano già pronta la sceneggiatura. Dopo, l’”umiliante” sconfitta del Labour alle elezioni supplettive di Copeland, Corbyn dovrebbe sicuramente “fare la cosa giusta” e farsi da parte? È certo che le figure di spicco del campo blairista si sono probabilmente sentiti danneggiati dalla sorprendente vittoria laburista alle elezioni supplettive di Stoke-on-Trent – una vittoria che leggermente rovina e contraddice il loro racconto sul fatto che Corbyn sia “ineleggibile”.

La Prima guerra mondiale si stava rivelando una catastrofe per la Russia. Dal fronte giungevano notizie di una sconfitta dopo l’altra. Il crollo dell’economia provocava carenze di pane. Folle di donne affamate e disperate facevano la coda davanti ai forni in attesa di pane che non sarebbe arrivato. Ma tra gli strati superiori della società russa le cose andavano molto diversamente.

L’8 marzo 2017 non sarà un 8 marzo come tutti gli altri. Viviamo in un sistema che non è più in grado nemmeno di far finta di garantire condizioni di vita decenti alla maggioranza della popolazione e questo si riflette in modo particolarmente odioso soprattutto sulle donne, ma da qualche mese a questa parte in decine di paesi in tutto il mondo abbiamo visto centinaia di migliaia di donne esprimere tutta la loro rabbia contro il sistema, scendendo in piazza per lottare per la difesa dei propri diritti.

È stata una settimana burrascosa per il nuovo Amministratore Delegato degli Stati Uniti: una raffica di chiamate e riunioni, un uragano di Tweets e conferenze stampa, una tempesta di “ordini esecutivi” che sono volati giù dalla sua scrivania. In pochissimi giorni, Trump ha impresso il suo marchio sulle politiche, le scelte economiche e le relazioni statunitensi e mondiali. Non era un’iperbole la previsione dei marxisti che questo sarebbe diventato un periodo di cambiamenti bruschi e repentini, che il processo della crisi e della lotta di classe stesse accelerando, e che questo fosse solamente l’inizio dell’inizio di una nuova epoca.

Aleppo è caduta. Dopo quattro anni di una guerra di logoramento sanguinosa la città più grande della Siria e il principale centro commerciale prima della guerra civile è di nuovo sotto controllo del regime di Assad. Per i ribelli e i loro sostenitori stranieri rappresenta un colpo umiliante che avrà conseguenze importanti a livello interno e internazionale.

“Un segnale rosso-bianco-rosso di speranza e di cambiamento positivo; un segnale rosso-bianco-rosso che oggi va dall’Austria a tutte le capitali dell’Unione Europea”.

Renzi ha perso e ha rassegnato le dimissioni. Il risultato del referendum è senza appello: quasi venti milioni di NO hanno seppellito le controriforme costituzionali e il governo.

Alle 22:29 di venerdì 25 novembre, Fidel Castro, il leader della rivoluzione cubana, è morto all’età di 90 anni. Verso mezzanotte, suo fratello Raul Castro ha reso pubblica la notizia, tramite un discorso televisivo, alla popolazione cubana e al mondo intero. La sua morte non era inaspettata visto che era malato da anni e aveva già rinunciato alle proprie responsabilità politiche ufficiali, ma è stato ugualmente uno shock, sia per gli amici che per i nemici.

Con l’elezione di Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti d’America, le grida di “fascismo!” riempiono di nuovo l’aria. Tuttavia, come vedremo, anche se Donald Trump è un rozzo intollerante, un uomo d’affari miliardario, non è un fascista. Il segreto della sua vittoria non è che si sia posto alla guida di un movimento fascista di massa che si batte per il potere, ma che la politica del “meno peggio” perseguita dalla “sinistra” e dai dirigenti del movimento operaio ha perso tutto il suo vigore. Data la mancanza di un’alternativa di classe indipendente fornita dai sindacati o da Bernie Sanders,

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