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Così finisce la “Scuola dei democratici”. Quello che una volta sembrava impensabile, simile ad un episodio di “Ai confini della realtà”, è diventata una realtà surreale. Assieme a milioni di altre persone, gli esperti dei mass media erano traumatizzati, nonostante abbiano cercato di mantenersi composti davanti al crollo del “muro blu” di stati “sicuri” per Hillary, con un ribaltamento irreversibile verso quelli a favore di Donald.

Ieri, 31 ottobre a Turbat in Belucistan, la casa del compagno Zareef Rind è stata attaccata da uomini armati non identificati. Suo fratello minore Hasil Rind Baloch, 18 anni, – un attivista del Baloch Student Organization (BSO) – è stato ucciso da un proiettile che lo ha colpito alla testa. Tuttavia, sembra chiaro che l’obiettivo reale di questo attacco era Zareef Rind che era a casa e non molto lontano da suo fratello quando è stato ucciso, anche se di solito vive a Karachi. Dal momento che suo fratello minore gli assomiglia molto, gli aggressori possono aver colpito il bersaglio sbagliato.

Spesso si dice che esistono le bugie, le grandi bugie e la statistica. A questa lista dovremmo aggiungere la diplomazia, la cui capacità di mentire si è ormai elevata a vera e propria forma d’arte.

La crisi del Partito socialista spagnolo (PSOE), che si è aperta con un colpo di mano contro il suo leader Pedro Sanchez, si è risolta nel fine settimana con una vittoria decisiva dei golpisti. Questo apre la strada ai vincitori, riuniti intorno al presidente dell’Andalusia, Susana Diaz, e consente la formazione di un governo di destra del Partito Popolare.

Il Kashmir occupato dall’India è in rivolta dal’8 luglio, il giorno dell’omicidio di Burhani Wani, un comandante del gruppo Hizbul Mujahideen, da parte delle truppe indiane. L’omicidio ha scatenato un movimento di protesta di massa in tutta la valle del Kashmir. Lo stato indiano ha risposto in maniera brutale, imponendo un coprifuoco draconiano, uccidendo più di 80 persone e ferendone migliaia. Pubblichiamo un commento sulla situazione attuale di Yasser Irshad, un marxista della TMI nel Kashmir occupato dal Pakistan.

Cori e brindisi festosi hanno attraversato il paese mano a mano che si spargeva la notizia che Jeremy Corbyn aveva vinto ancora una volta l’elezione a segretario del Partito Laburista, con una maggioranza ancora più ampia di quella che lo aveva eletto solo a settembre dell’anno scorso. Infatti, sono stati 313.209 i membri del partito che lo hanno votato, il 61,8%, mentre l’anno scorso era il 59,5%. Lo sfidante Owen Smith, il candidato “unitario”, ha avuto 193.229 voti, il 38,2%. L’affluenza è stata del 77,6%, con 506.438 voti totali.

Pubblichiamo il documento discusso e approvato dal Congresso mondiale della Tendenza marxista internazionale, tenutosi in Italia, a Bardonecchia, nel luglio scorso.

A partire dal tramonto del 12 settembre un nuovo importante cessate il fuoco è stato concordato in Siria. Ma cosa comporterà per la Siria, il Medio Oriente e le relazioni mondiali?

Come in tutto il Terzo Mondo, le donne, e soprattutto le lavoratrici povere in Pakistan, soffrono. A volte credo che loro hanno bisogno una rivoluzione socialista più di chiunque altro. È l’unica strada per la libertà!“ (Anam Patafi)

Con 61 voti a favore e 20 contro, è stato approvato da un Senato federale marcio l’impeachment di Dilma, e di conseguenza, il suo allontanamento definitivo dall’incarico. É il capitolo finale di questo processo iniziato a dicembre 2015, dall’ex-presidente della Camera dei Deputati, Eduardo Cunha.

Ieri, 23 giugno 2016 il popolo britannico ha preso una decisione importantissima. Dopo essere stati per 40 anni parte dell’Unione europea, hanno votato per uscirne. Questa decisione ha conseguenze enormi per il futuro della Gran Bretagna, dell’Europa e del mondo.

Il 16 giugno, all’ora di pranzo, Jo Cox, una giovane parlamentare laburista, si trovava fuori da una libreria, come faceva ogni settimana per incontrare i residenti del suo collegio elettorale. Era un giorno come un altro nella piccola città di Birstall, vicino a Leeds nello Yorkshire. Nulla avrebbe fatto pensare che qualcosa di orrendo stesse per accadere.

Il Belgio, il paese in cui il compromesso e la moderazione sembravano per lungo tempo entrate a far parte del patrimonio genetico della società, sta vivendo un livello di scontro sociale raramente visto prima.

La lotta contro la riforma sul lavoro è entrata in una nuova fase, una fase decisiva. Lo sviluppo degli scioperi e dei blocchi a oltranza in molti settori chiave dell’economia ha cambiato la dinamica del movimento. Tutto si sta accelerando. Dopo una serie di “giornate d’azione”, in questi due mesi, cui il governo ha risposto con la violenza poliziesca e con la 49-3 [N.d.T. articolo della Costituzione Francese che permette al governo di fare approvare una legge col voto di fiducia all’esecutivo], l’obiettivo immediato del movimento è ormai quello di paralizzare l’economia. Questa è la sua sola

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Ieri il parlamento greco ha votato un nuovo pacchetto di misure di austerità. Le misure prevedono l’aumento delle tasse per 2,8 miliardi di euro, il più grande programma di privatizzazioni della storia del paese e un meccanismo automatico anti-sforamento del debito per il futuro.

Negli ultimi giorni e settimane negli editoriali e sulle prime pagine dei quotidiani spagnoli e statunitensi si è intensificato l’assalto contro la rivoluzione bolivariana. I problemi di scarsità delle merci in corso hanno portato a casi di saccheggio. L’opposizione di destra vuole arrivare a un referendum per la revoca del presidente, ma sta anche minacciando azioni violente facendo appello alle potenze straniere e chiedendo, in alcuni casi, l’intervento militare.